Conservazione

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Nel complesso l’azione della Riserva Naturale per la tutela della componente floro-faunistica si svolge secondo alcune direttrici principali:

  • mantenimento della biodiversità attraverso la salvaguardia del mosaico vegetazionale costituito dall’insieme delle diverse forme di vegetazione esistenti, costituenti il caratteristico paesaggio pastorale della maremma tosco-laziale;
  • protezione speciale di quegli ambiti in cui sono presenti entità floristiche degne di nota. In particolare segnaliamo gli ambiti forestali di forra, importantissimi per la ricchezza della flora, la bellezza del paesaggio, il rifugio e lo spostamento della fauna;
  • attenzione verso gli aggruppamenti arbustivi presenti allo scopo di favorire l’evoluzione in atto verso il bosco oltre che la protezione, nidificazione e possibilità di alimentazione per un numero elevato di specie animali;
  • regolamentazione del pascolamento nelle praterie ed all’interno delle comunità forestali allo scopo di evitare l’eccessiva pressione sulle specie meno resistenti e l’erosione del suolo;
  • prevenzione degli incendi e recupero delle aree degradate.

La Riserva Naturale promuove, in conformità a quanto disposto dalle leggi in materia forestale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo, qualunque sia l’estensione, il grado di copertura e la composizione dei boschi stessi: essi costituiscono un bene naturale di rilevante significato per la salvaguardia degli equilibri ecologici, assumono valenze estetico-paesaggistiche, turistico-ricreazionali, didattico-scientifiche, di salvaguardia della biodiversità e di tutela idrogeologica. Essi vanno quindi amministrati in armonia con i principi di una gestione sostenibile delle risorse naturali e compatibilmente con le aspettative di benessere della collettività. Gli ecosistemi forestali costituiscono sistemi biologici complessi, in equilibrio con l’ambiente ma soggetti ad una continua evoluzione e tendono naturalmente verso una maggiore stabilità e complessità del loro ecosistema secondo serie tipo: campo abbandonato - cespuglieto - gruppi di alberi sparsi e cespugli - bosco in evoluzione - fustaia matura. Un processo del genere si attua di solito in 100-150 anni e può essere interrotto in ogni fase del suo sviluppo da azioni quali dissodamenti, decespugliamenti, incendi, pascolo eccessivo.

Tra i boschi particolarmente protetti nella Riserva Naturale troviamo le formazioni riparali e quelle all’interno delle forre, anche per la loro grande importanza per la fauna; qui vengono attuate misure di indennizzo ai proprietari per evitare i danni dei tagli boschivi ma anche pratiche di avviamento ad alto fusto o ceduo composto e con rimboschimenti. La selvicoltura applicata nei boschi privati, così come per quelli pubblici (dell’ Università Agraria) viene indirizzata attraverso il rilascio di nulla osta da parte dell’ufficio della riserva naturale, che verificano la rispondenza delle operazioni di taglio agli strumenti di pianificazione (piano di assetto, piano di assestamento forestale) e alle norme vigenti. Nei nulla osta si prevedono anche misure di conservazione della biodiversità forestale, quali il rilascio di alcuni alberi morti in piedi (importanti per gli insetti, i piccoli mammiferi e per i picchi), la tutela delle specie di arbusti e alberi produttori di bacche indispensabili per la fauna, le azioni che favoriscono la diversificazione specifica (vengono rilasciati esemplari appartenenti a specie diverse) e strutturale (si tende a conservare la stratificazione naturale del bosco in strati: erbaceo, arbustivo, arboreo).

Ultimo aggiornamento: 12.07.2007 (01:26)   Stampa Stampa