Una conoscenza più approfondita

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L’ambiente della Riserva Naturale è particolarmente vario e comprende boschi umidi presso i corsi d’acqua, querceti, i cosiddetti “boschi misti”, cespuglieti, pascoli e quegli importantissimi ambienti costituiti dalle “forre”, le valli strette ed incassate, come quella del Torrente  Bicione e dello stesso Fiume Mignone che rappresentano habitat del tutto particolari e meritevoli di stretta tutela.

Per dare un’idea della varietà e, spesso, rarità delle specie di flora e fauna presenti nella Riserva naturale può essere utile qualche dato:

  • Vertebrati: 142 specie (circa il 31% del totale delle specie italiane e il 56 % di quelle del Lazio);
  • Flora lichenica: 40 specie* (oltre il 50% delle specie del Lazio);
  • Funghi: oltre 110 specie;
  • Libellule: 22 specie sulle 45 presenti nel Lazio (49 %);
  • Farfalle: 64 specie su 150 presenti nel Lazio (42,7%);
  • Orchidee: 29 specie (+4 ibridi) su 61 presenti nel Lazio (47,5%);
  • Rapaci diurni: 8 specie sulle 13 presenti nel Lazio (61,5 %);
  • Rettili: 16 specie sulle 22 presenti nel Lazio (72,7 %);
  • Anfibi: 9 specie sulle 16 presenti nel Lazio (56,2 %) e sulle 37 presenti in tutta Italia (24,3 %).

* Tra queste molte specie sono bioindicatori di elevata qualità dell’ambiente.

Si tratta di dati del tutto indicativi che non rendono comunque l’idea della complessità ambientale dell’area ma che tuttavia consentono alcune valutazioni di massima.
L’area protetta si impernia sul corso del Fiume Mignone e dei suoi affluenti.

Una conferma dell’importanza della Riserva Naturale si è avuta al momento dell’applicazione su scala regionale dei principi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, concernente la conservazione degli habitat naturali e seminaturali del Continente Europeo nell’ambito di una rete comunitaria di aree tutelate indicata con la denominazione “Natura 2000″. La rete Natura 2000 è costituita dall’insieme dei siti denominati ZPS (Zone di Protezione Speciale) e SIC (Siti di Importanza Comunitaria), attualmente proposti alla Commissione Europea, e che al termine dell’iter istitutivo saranno designati come ZSC (Zone Speciali di Conservazione), i quali garantiranno la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e di specie peculiari del continente europeo, particolarmente minacciati di frammentazione ed estinzione.

La Regione Lazio con proprio atto (Deliberazione della Giunta Regionale n. 2146 del 19.3.96), ha inserito tra i Siti di Interesse Comunitario (S.I.C.) della Regione Lazio il medio corso del Fiume Mignone (indicato dalla sigla IT6030001), coincidente con il tratto interno all’area protetta e una porzione ad essa esterna, nel territorio del Comune di Tolfa.

Gestire questa porzione della Riserva Naturale nell’ambito della rete Natura 2000 significa far si che la conservazione della biodiversità sia parte integrante dello sviluppo economico e sociale della collettività locale.
La Riserva Naturale Monterano ha fatto pienamente suoi questi principi, predisponendo e attuando apposite iniziative e progetti di conservazione e sviluppo sostenibile.

Essa svolge un ruolo fondamentale quale testimonianza di quel paesaggio silvo-pastorale altrove quasi interamente distrutto dall’espansione edilizia. Seppur profondamente modificato nel corso dei secoli dall’uomo (i boschi vennero dissodati e sottoposti ad intenso pascolo, sin quasi a scomparire), questo paesaggio ha tuttavia raggiunto recentemente un suo equilibrio, anche grazie al cosiddetto “abbandono delle campagne”.

Negli ultimi decenni i boschi e le macchie hanno riconquistato pascoli e coltivi abbandonati, molte specie animali sono tornate ma il rischio di profondi mutamenti è sempre presente, sia per l’espansione delle aree urbanizzate che per le tecniche moderne di lavorazione dei terreni che lasciano poco spazio a quegli ambienti naturali “di margine” (boschetti e siepi, fossi, rocce, muretti a secco, alberi isolati o in filari), così importanti per la vita selvatica.

Particolari azioni riguardano la tutela di quegli habitat di piccole o piccolissime dimensioni (stagni, fontanili, grotte, ecc.) che assumono spesso grande rilevanza per specie rare e/o minacciate, la tutela del le funzioni ecologiche e di tutela idrogeologica degli ambienti forestali, pur mantenendone un livello di produttività e la ricerca del giusto equilibrio nella gestione dei pascoli cespugliati.

Ultimo aggiornamento: 3.08.2007 (21:31)   Stampa Stampa